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LE CASE CHIUSE Chi era veramente Bocca di Rosa? Chi erano le 'Graziose?' Un itinerario che vi condurrà alla scoperta di donne di tutti i secoli, accomunate da uno stesso 'mestiere', attraverso i luoghi che le hanno viste vivere, ridere, soffrire. Partendo dalla Genova romana con le sue 'lupae', al quartiere di Monte Albano, attuale via Garibaldi, sino al Lepre, al Castagna, al Suprema, le più note case chiuse, si andrà di tappa in tappa a ricostruire questa particolare storia del nostro passato; la guida vi racconterà gustosi aneddoti e ricordi malinconici, curiosi racconti sulle regole che vigevano nelle 'case', sulle maitresses e le ragazze che vi lavoravano. |
Durata: 1 ora e mezza circa Prezzo: 10 € / persona
Date: Giugno: Giovedì 10, Martedì 22 e Mercoledì 30 - ore 21.00 Luglio: Mercoledì 14 e 21 - ore 21.00
Per partecipare è necessario prenotare al numero 0106091603 / 3462231872 oppure scrivere a
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indicando Nome e Cognome, n. di cellulare, n. di persone Il luogo del ritrovo viene comunicato al momento della prenotazione.
Organizziamo questo percorso su richiesta per gruppi già formati. Per richiedere un preventivo scrivere a
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Via Garibaldi Genova città di porto, città di marinai. Uomini soli, in cerca di compagnia. Oggi come ieri, solo che anticamente il "mestiere più antico del mondo", non solo era legale , ma regolamentato. Qui infatti sorgeva il bordello, quartiere a "luci rosse" chiuso da cancelli, ove operavano le signore in questione, dietro pagamento di regolari tasse, ben cinque soldi al giorno, da versarsi all'erario dello Stato. Larga parte del porto di Genova venne nei secoli costruito con i soldi delle "signorine", fino al 1550, quando...
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Vico Lepre Su un portale in marmo rinascimentale campeggia una scritta in latino. Ma dietro quella porta, nel ventennio, non c'era una dimora patrizia, bensì una delle più note case chiuse cittadine. Frequentatissima da gerarchi e gerarchetti, salutati da Dolly, la portinaia, con impeccabile saluto romano.
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Porta Soprana In questa zona erano numerosissime le case chiuse, come il Dragone, o, poco più in basso il Sommergibile, il Sottomarino, e sopratutto il Castagna, prediletto dagli studenti, che sui divanetti del salotto preparavano gli esami. La maitresse ne era talmente orgogliosa, che a chi si laureava con la lode offriva una gratuità con la sua ragazza migliore; e quando incontrava il neodottore, lo abbracciava esclamando: "Ti ho laureato io!".
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